C’era una volta, in un laboratorio dove ogni giorno nascevano cose buone, un piccolo fagottino che custodiva un segreto.
A guardarlo sembrava un biscotto come tanti: dorato, fragrante, con quella forma che invitava subito a essere preso e assaggiato. Ma dentro di sé custodiva qualcosa di molto più prezioso.
Un cuore d’oro.
Non era oro vero, naturalmente. Nessun re aveva perso il proprio tesoro e nessun drago lo stava sorvegliando. Il suo tesoro era molto più goloso: un ripieno cremoso e irresistibile, nascosto proprio lì, al centro.
Il piccolo fagottino, però, aveva una regola precisa: non avrebbe mai svelato il suo segreto al primo sguardo.
Bisognava avvicinarsi.
Osservarlo.
E soprattutto… morderlo.
Fu così che, un giorno, qualcuno lo scelse tra tanti biscotti. Lo prese con curiosità, senza sapere che stava per scoprire un piccolo tesoro.
Al primo morso, la superficie fragrante lasciò spazio al ripieno.
E fu subito chiaro: il vero tesoro era proprio lì.
Da quel giorno i fagottini Mursillo vennero conosciuti come i biscotti dal ripieno d’oro, piccoli scrigni dorati capaci di trasformare una semplice pausa in una storia tutta da gustare.
C’è chi li accompagna al caffè, chi li nasconde nella dispensa per conservarli per il momento giusto e chi, con una certa dose di ottimismo, promette di mangiarne soltanto uno.
Quest’ultimo, però, è un personaggio della fiaba che compare raramente.
Perché una volta scoperto il ripieno, la storia prende quasi sempre una piega diversa.
Il primo fagottino porta alla curiosità.
Il secondo alla certezza.
Il terzo… alla necessità di controllare se nella confezione ce ne sia ancora qualcuno.
E così, tra un morso e l’altro, la leggenda continua.
Perché non tutti i tesori devono essere custoditi in uno scrigno.
Alcuni stanno molto meglio dentro un biscotto.
E i fagottini Mursillo lo sanno bene: il loro cuore d’oro non è fatto per essere trovato. È fatto per essere assaggiato.
